Centri estivi: caro-rette e inefficienze. Così il digitale salva i conti del Terzo Settore – Corriere della Sera

Con la chiusura dell’anno scolastico, i centri estivi italiani affrontano una stagione 2026 complessa, segnata da un paradosso economico: a fronte di rette in crescita, con una media di 154,30 euro a settimana e picchi di 219 euro nelle grandi aree urbane, secondo il Rapporto Adoc-Eures, la domanda di servizi extrascolastici resta elevata, con quasi due giovani su tre (fascia 6-14 anni) inseriti in circuiti di attività strutturate.
Per i 133mila enti del Terzo Settore registrati al Runts, la sfida è trasformare l’inefficienza logistica dei registri cartacei in un asset strategico.

In questo scenario, la digitalizzazione sta diventando una leva competitiva. Piattaforme cloud come Squby, già operativa per oltre 170mila minori in Italia, propongono un modello di “sistema operativo” integrato che, a un’analisi del mercato continentale, appare un caso unico di convergenza tecnologica.

Se in Europa il settore rimane segmentato tra gestionali software puri (iscrizioni e anagrafiche) e infrastrutture hardware pensate per l’intrattenimento di massa (festival e villaggi vacanze), la soluzione italiana combina per la prima volta software verticale, hardware Rfid e wallet cashless in un unico prodotto.

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