Come i centri estivi stanno diventando digitali: i dati raccolti da SQUBY a giugno 2026

Per chi gestisce un centro estivo, giugno è probabilmente il mese più intenso dell’anno.

Le scuole chiudono, migliaia di famiglie si organizzano e, nel giro di pochi giorni, le strutture passano da una relativa tranquillità a un’attività continua fatta di iscrizioni, ingressi, comunicazioni, pagamenti, gite e laboratori.
Noi questo momento lo viviamo da una prospettiva particolare.

Attraverso SQUBY passano ogni giorno centinaia di migliaia di operazioni provenienti da centri estivi, Grest, oratori, associazioni sportive e realtà educative distribuite in tutta Italia. Dietro ogni accesso, ogni pagamento e ogni notifica c’è una famiglia, un educatore o un coordinatore che sta organizzando la propria giornata.

Osservando questi dati ci siamo resi conto di una cosa: la trasformazione digitale dei centri estivi non è più una prospettiva futura. Sta già accadendo.

I centri estivi sono molto più di un servizio

Quando si parla di centri estivi si pensa spesso a un supporto per le famiglie durante la chiusura delle scuole.
In realtà sono molto di più.

Sono luoghi dove si costruiscono amicizie, si impara a collaborare, si sperimentano attività nuove e si cresce insieme. Per le famiglie rappresentano un aiuto concreto nella gestione della quotidianità; per bambini e ragazzi sono settimane di sport, laboratori, escursioni, musica, teatro e momenti che spesso rimangono tra i ricordi più belli dell’estate.

Non è un caso che ogni anno Stato e Regioni investano risorse importanti per sostenere queste attività e favorirne l’accesso a un numero sempre maggiore di famiglie.

Quando aprono i cancelli, tutto deve funzionare

Chi partecipa a un centro estivo vede soltanto il momento in cui i bambini entrano.
Dietro c’è un enorme lavoro organizzativo.
Anagrafiche, documenti, autorizzazioni, pagamenti, gruppi, attività, comunicazioni con le famiglie, gestione degli educatori, controllo delle presenze.
Quando iniziano le prime settimane di giugno tutto questo deve semplicemente funzionare.
Ed è proprio in quei giorni che SQUBY registra il maggior numero di operazioni dell’anno.

Cosa è successo a giugno 2026

I dati raccolti nel mese di giugno raccontano con chiarezza quanto sia cambiato il modo di gestire un centro estivo.
Le strutture che utilizzano SQUBY hanno registrato:

  • quasi 280 mila accessi ai centri estivi;
  • oltre 360 mila pagamenti gestiti attraverso la piattaforma;
  • quasi 183 mila acquisti al bar effettuati tramite wallet digitale;
  • oltre 2.500 attività ed eventi tra gite, laboratori, tornei e spettacoli.

Questi numeri confermano una tendenza che osserviamo da alcuni anni: sempre più strutture scelgono di digitalizzare non solo le iscrizioni, ma l’intera organizzazione delle attività.

Le famiglie utilizzano l’app ogni giorno

Anche il comportamento delle famiglie è cambiato profondamente.
Nel solo mese di giugno abbiamo registrato:

  • oltre 700 mila accessi all’area riservata;
  • circa 270 mila notizie consultate;
  • quasi 30 mila documenti scaricati;
  • circa 150 mila iscrizioni ad attività e gite effettuate direttamente dall’app.

Complessivamente, durante il mese, SQUBY ha generato oltre 8 milioni di interazioni e quasi 3 milioni di pagine visualizzate.

Oggi un genitore può iscrivere il figlio a una gita, autorizzare un’uscita, ricaricare il wallet, consultare una comunicazione oppure verificare una ricevuta in pochi minuti, senza telefonate, moduli cartacei o code in segreteria.

E soprattutto riceve una notifica ogni volta che il proprio figlio entra o esce dalla struttura, una funzione che negli anni è diventata una delle più apprezzate dalle famiglie.

Quanto tempo si può risparmiare?

Naturalmente è impossibile misurare con precisione il tempo risparmiato da ogni famiglia o da ogni segreteria.
Possiamo però fare una stima prudenziale.

Se consideriamo il tempo necessario per compilare moduli cartacei, registrare manualmente un ingresso, verificare un pagamento, rispondere alle telefonate delle famiglie o gestire le iscrizioni alle attività, è ragionevole stimare che, nel solo mese di giugno, SQUBY abbia contribuito a far risparmiare decine di migliaia di ore tra famiglie, segreterie ed educatori.

Tempo che non viene più dedicato alla burocrazia, ma alle persone.
Ed è probabilmente questo il risultato di cui andiamo più orgogliosi.

Un’estate che attraversa tutta Italia

I dati raccontano anche un’altra storia.
Durante il mese di giugno SQUBY è stato utilizzato da strutture distribuite in oltre quindici regioni italiane, dal Nord al Sud, comprese le isole, fino ad arrivare anche a una struttura in Svizzera.

Ci sono piccoli oratori, grandi centri estivi, associazioni sportive, cooperative sociali e realtà educative con esigenze molto diverse tra loro.
Eppure tutte condividono lo stesso obiettivo: organizzare meglio il proprio lavoro e offrire un servizio più semplice ed efficiente alle famiglie.

Dietro i numeri ci sono le persone

Quando si osservano questi dati è facile concentrarsi sulle cifre.
In realtà quei numeri rappresentano persone.
Sono bambini che ogni mattina entrano nel loro centro estivo.
Sono famiglie che ricevono una notifica quando il figlio entra o esce dalla struttura.
Sono educatori che possono dedicare più tempo ai ragazzi e meno alla gestione amministrativa.
Sono coordinatori che riescono ad avere tutto sotto controllo, anche nei momenti di maggiore affluenza.

Ed è grazie alla fiducia di tutte queste strutture che SQUBY continua a crescere e a migliorare anno dopo anno.
L’estate, però, è ancora lunga.
Per molte organizzazioni le attività continueranno per tutto luglio, per buona parte di agosto e, in alcuni casi, anche nei primi giorni di settembre.

Noi continueremo a fare quello che facciamo ogni giorno: ascoltare chi utilizza SQUBY, osservare come evolve il settore e trasformare i dati raccolti sul campo in nuove funzionalità che rendano il lavoro di educatori, volontari e segreterie sempre più semplice.